Breve storia dell’argento colloidale

L’argento è certamente il più potente killer di batteri, funghi e virus esistente e da esso derivano l’argento colloidale e molti medicamenti farmaceutici. Esistono in commercio alcune creme e unguenti, rigorosamente per uso topico, e delle soluzioni liquidi. Gli Stati Uniti, impongono ai produttori di argento colloidale in forma liquida di evidenziare che lo stesso deve essere utilizzato solo per via topica, c’è chi ignora queste raccomandazioni e lo beve tranquillamente, perché non può causare danni in alcun modo.

Le proprietà antibatteriche dell’argento sono note sin dall’antichità. Già gli egizi ne conoscevano le virtù e non a caso i nobili, che avrebbero potuto adoperare stoviglie d’oro, le utilizzavano d’argento perché avevano già notato allora che chi le utilizzava si ammalava raramente.

I persiani usavano contenitori d’argento per trasportare l’acqua e i romani mettevano monete d’argento nelle anfore dell’acqua per sterilizzarla. La storia ci insegna che tutti i grandi popoli hanno impiegato l’argento in svariati modi per prevenire le infezioni. Proprio da questo utilizzo giornaliero deriva il termine sangue blu, in quanto una caratteristica dell’argento, ingerito grossolanamente, era quella di conferire una colorazione del sangue bluastra, oltre a immunizzare re e regine dalle più comuni malattie di un tempo.

L’argento colloidale deve la sua nascita al chimico italiano Francesco Selmi e all’inglese Thomas Graham che scoprirono la chimica dei colloidi[1]. Dalla sua scoperta fu utilizzato dalla classe medica come rimedio principale contro le più svariate malattie (compreso il tifo), fino alla commercializzazione degli antibiotici avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Con l’introduzione dei primi ritrovati farmaceutici e in seguito, dai primi anni ’30 del ’900, con l’accaparramento del controllo da parte di Big Mafia delle prime università, si ebbe il tracollo graduale della scienza medica, fino ad arrivare ai nostri giorni dove esiste solo la scienza di Farmacina, e l’argento colloidale (che era ancora accettato in quanto non esistevano gli antibiotici) dopo la guerra venne gradualmente isolato e boicottato fino a renderlo quasi uno sconosciuto ai giorni nostri.

Tuttavia, l’auspicabile risveglio dell’umanità sta facendo sì che molta più gente, come chi scrive, apra gli occhi e trovi soluzioni alternative all’utilizzo delle strutture di Farmacina. La terapia Gerson, ma anche il digiuno, sono certamente la panacea per tutti i mali e chi volesse può prodursi tranquillamente in casa l’argento colloidale in piena sicurezza per curare patologie batteriche, fungine e virali efficacemente, anche di più rispetto agli antibiotici.

 L’argento colloidale è utilizzato contro quasi tutti i ceppi di batteri conosciuti e, prima del 1938, era utilizzato per combattere la seguente lunga lista di malattie: acne, artrite, ustioni, avvelenamento del sangue, cancro, candida albicans, colera, congiuntivite, cistite, difterite, diabete, dissenteria, eczema, fibrosi, gastrite, herpes, herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), impetigine, infiammazione della cistifellea, infezioni da lieviti, infezioni oftalmiche, infezioni dell’orecchio, infezioni alla prostata, infezioni da streptococchi, influenza, problemi intestinali, lebbra, leucorrea, lupus, malaria, meningite, morbo di Lyme (borelliosi), pertosse, piede d’atleta, polmonite, pleurite, reumatismi, riniti, salmonellosi, scarlattina, seborrea, setticemia, tumori della pelle, verruche, sifilide, tubercolosi, tossiemia, tonsillite, tracoma e ulcere.

Sembrerebbe inoltre essere efficace contro i più temibili batteri che Farmacina stenta a combattere, come i ceppi antibioticoresistenti dello Pseudomonas, MRSA, Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus, ed Escherichia Coli.[2]

Per curiosità, provate a chiedere a un medico ortodosso cos’è l’argento colloidale. Gran parte di loro non ne conosce neanche l’esistenza, a dimostrazione del lavaggio del cervello che Big Mafia opera nelle sue università gestite in congiunzione con Farmacina. Semplicemente lo ignorano, e tali rimedi (che possono salvare la vita) sembrano non esistere. I medici ortodossi però si accaniscono nel non prescriverlo anche perché non conoscono, né devono conoscere, l’esistenza dell’argento colloidale, non sanno neanche di che cosa si tratti e diffidano di una innocua soluzione acquosa potentissima nel contrastare le affezioni batteriche perché così gli è stato insegnato.

 Non sono, però, altrettanto diffidenti nei confronti dei loro veleni che sono la quarta causa di morte[3] dopo gli attacchi cardiaci, i tumori e gli ictus: guarda caso sono diffidenti di un po’ d’acqua con ioni d’argento disciolti in essa che non può causare assolutamente nulla se non un semplice eccesso di disintossicazione. Come fate ancora a credergli? Non fidatevi! I medici ortodossi sono semplici, volonterosi, ignari e ingannati ufficiali agli ordini di Big Mafia e Farmacina, non possono neanche rendersi conto di cosa c’è fuori dal loro mondo, per molti di loro esiste solo la chimica e un solo padrone. Non fidatevi! Sperimentate!

Io stessa ho prodotto in casa dell’argento ionico che è stato di grande utilità a familiari e amici. A un parente, affetto da un raffreddore da oltre un mese e che non riusciva a uscirne, dopo circa 6 ore dall’assunzione dell’argento colloidale il raffreddore è miracolosamente sparito. È inoltre eccellente per problemi di infezioni alla prostata e vaginali.

Anche per la cistite, sperimentata su una conoscente che aveva ricorrenti infezioni trattate con i farmaci e che poi puntualmente ritornavano, ha dato risultati positivi già dopo pochi giorni e il fastidioso malessere non si è più ripresentato. Ciò fa pensare che funzionerebbe egregiamente (anche meglio degli antibiotici) pure per tutte le affezioni batteriche in generale, oltre che su virus e funghi, come le sperimentazioni non scientifiche dimostrano. Poi, se immesso direttamente in vena, allora potrebbe fare miracoli, soprattutto con i nuovi prodotti creati con la moderna tecnologia. Inoltre, se si riesce a utilizzare direttamente sulla parte infetta, allora si trasforma realmente in un killer formidabile: le prove fatte in vitro ne sono la dimostrazione. Purtroppo l’argento colloidale necessita di un minimo di accumulo prima di divenire esponenzialmente efficace, quindi, se ingerite sufficienti quantità di argento colloidale durante l’anno vi garantirete una protezione abbastanza efficace contro gran parte di funghi, virus e batteri.

Immaginate, tutto ciò ottenuto con dell’argento ionico fatto in casa in maniera artigianale, anche se con attenzione, ma senza gli strumenti che potrebbero avere delle ditte specializzate o degli ospedali attrezzati. Ma poi che fine farebbe il business degli antibiotici? Dovrei anche in questo caso quantificarlo, ma non ne ho più voglia, perdonatemi... Quindi, come ha dimostrato brillantemente Max Gerson, e come afferma sua figlia, Charlotte[4], non esistono malattie incurabili, nemmeno quelle autoimmuni, ma è altrettanto vero che: “Il mercato dell’industria farmaceutica è il tuo corpo, ma fino a quando sarà malato”, come afferma brillantemente il dr. Matthias Rath nel suo libro Why Animals Don’t Get Heart Attacks… But People Do! (Perché gli animali non hanno infarti, ma l’uomo sì!).

Volendo semplificare al massimo, si può dire che esistono due tipi di argento colloidale: uno che è normalmente definito argento ionico e l’altro che è definito argento colloidale, anche se genericamente viene tutto indicato come argento colloidale. La differenza tra i due è essenzialmente nella composizione delle particelle, nella tipologia di argento disciolto in acqua e nella metodologia di produzione. Il primo viene realizzato per elettrolisi (due stecche o barre di argento elettrificate immerse in acqua bidistillata) e presenta una quantità minima di colloidi di argento (nano particelle), intorno al 20%, e molte parti di argento in forma ionica, l’altro contiene invece l’80% di nano particelle (colloidi) e viene prodotto in maniera diversa, industriale e più laboriosa.

Dagli studi di settore, sembrerebbe notevolmente più efficace l’argento nano colloidale rispetto a quello in forma ionica in quanto il primo interagisce in maniera minore con i sali presenti nell’organismo ed è formato da particelle più piccole, quindi più efficaci. Tuttavia, posso testimoniare personalmente che anche l’argento ionico è assolutamente risolutivo, così come lo era già nei primi anni del ’900, per curare addirittura il tifo. Infatti, già allora veniva utilizzato per endovena, una iniezione da 50 ml al giorno per tre giorni, e se i pazienti venivano trattati entro 48 ore dall’insorgenza della malattia, essi avevano circa l’80%[5] di possibilità di sopravvivere.

L’evoluzione della tecnologia fa sì che adesso si parli di argento colloidale in nano particelle sempre più evolute, più piccole e più efficaci. Sono convinta che questo tipo di terapia potrebbe essere utilizzato efficacemente in tutti gli ospedali come trattamento antibiotico, somministrato per flebo per aumentarne l’efficacia. Io ho visto morire un vicino parente di infezione cardiaca, sapendo che si sarebbe potuto tentare di più, ma non ho osato confrontarmi con i primari di Farmacina, loro devono seguire i rigidi protocolli imposti da Big Mafia.

Non voglio dilungarmi oltre su questo argomento perché è sufficiente sapere che esiste. Chi fosse interessato sappia che con qualche centinaia di euro si può produrre un ottimo argento ionico fatto in casa, assolutamente efficace per molte patologie, soprattutto quelle più ostiche, e che è assolutamente sicuro anche per via endovenosa come ci dimostrano le somministrazioni degli anni ’30 del secolo scorso.

Posso solo immaginare quanta efficacia avrebbero i nuovi prodotti in nano particelle anche per infezioni che, oggi, tolgono la vita, come le endocarditi batteriche, che gli antibiotici non riescono a sconfiggere. Ovviamente la farmainquisizione vieta anche solo di parlare di queste ipotesi. Chi è malato di queste patologie o si cura da sé o muore, come purtroppo, talvolta, accade, con la certezza di non essere stato curato secondo il giuramento di Ippocrate.

Pensate, patologie come l’epatite C, il cui trattamento costa ottantamila euro, potrebbero essere trattate con la terapia Gerson o con l’argento colloidale o, ancora più semplicemente, con lo Zapper di Hulda Regehr Clark, ma nessuno lo fa perché chi ci guadagnerebbe?

Nel mondo occidentale, i medici ormai non ragionano più in chiave di cura ma in chiave di protocolli, protocolli che sono chiaramente imposti dalle case farmaceutiche. Infatti i medici ormai agiscono come da manuale. Manuale, ovviamente, scritto da Farmacina.

 

Argento Colloidale Ionico di colore grigio trasparente

prodotto industrialmente con metodi protetti da TM (trade mark) .

 

Si differisce dall’Argento Colloidale Ionico prodotto con metodi non industriali essenzialmente per la dimensione delle particelle di argento disciolte in acqua. Infatti, esse risultano estremamente inferiori a quelle prodotte con metodi non industriali. Da studi di settore, comunque effettuati dagli stessi produttori, si è evidenziato che alcuni ACI contengono un’alta percentuale di argento in forma colloidale (circa 80%, caratterizzati da un colore grigiastro) che non subiscono il deterioramento dell’ACI invece prodotto con la procedura descritta in precedenza e che sono (o dovrebbero essere) di colore limpido e caratterizzati da una altissima percentuale di argento ionico nell’ordine del 99% (deperibile e instabile) invece che colloidale. Quindi, secondo questo studio, l’ACI prodotto con questa metodologia, protetta da trademark, sembrerebbe di qualità molto superiore in quanto non interagisce con i Sali presenti nel nostro organismo, raggiungendo integralmente il suo obiettivo. I migliori prodotti al momento in commercio sembrerebbero essere: MESOSILVER, prodotto in USA e Crystalsilver prodotto in UE, Paesi Bassi. Questi ultimi prodotti risulterebbero stabili all’esposizione di luce e al contatto con altri metalli.

Le lobby farmaceutiche statunitense hanno fatto in modo che Argento Colloidale non possa essere commercializzato ad uso interno in quanto non riconosciuto dalla FDA (food and drug administration), ma soltanto come lozione per uso esterno. Tuttavia non esistono studi in materia che provano che l’argento colloidale possa causare danni o controindicazioni. Anzi, svariati studi condotti dagli inizi del 1900 in poi dimostrano che esso è estremamente efficace contro una enorme tipologia di patologie batteriologiche e virali (compresi AIDS e Tumori).

Dai vari forum e blog consultabili su internet, nessuno che utilizza l’ACI, anche in maniera assidua, ha mai riportato problemi, mentre, tutti hanno riscontrato efficacia, a vari gradi, dipendente, con tutta probabilità, dalla tipologia di colloidi d’argento disciolti in acqua.

 

  • COLLOIDE = minuscola particella assimilabile ad un aggregato di 8 atomi; più piccoli dei colloidi solo gli atomi. L’ACI prodotto non industrialmente è formato in maggioranza da particelle ioniche, quindi di formato maggiore rispetto ai colloidi (comunque non possono causare l’argiria se non prodotti grossolanamente ed assunti per periodi prolungati di anni).

 

 

ACI

 

DECALOGO PER L’UTILIZZO E PRODUZIONE DELL’ARGENTO COLLOIDALE IONICO (ACI) PRODOTTO NON INDUSTRIALMENTE (di colore limpido)

 

1.      può essere utilizzato come antibiotico naturale, antibatterico,antifungino, antinfiammatorio, antiparassitario, decongestionante delle mucose e antiossidante. Può essere utilizzato anche negli animali e come disinfettante per piante, terreni, ambenti domestici, filtri condizionatore, aspirapolveri etc...

2.      POSOLOGIA: per uso orale utilizzare AIC da 5 a 20 ppm, lontano dai pasti seguito da un bicchiere d’acqua. Non utilizzare mai cucchiai, tappi ed utensili metallici.

a.       Prevenzione: 1 cucchiaio di plastica 3 volte al giorno (100 ml x 1 mese).

b.      Cura fase acuta o grave: 3 cucchiai di plastica 3 o più volte al giorno.

c.       Cura gravissima (cancro. AIDS, polmonite, epatite, meningite, etc..):da ½ ad 1 bicchiere 3 volte al giorno o cura personalizzata.

d.      Gargarismi (all’abbisogno), spray nebulizzatore (per asma etc..) e collirio.

e.       Per i bambini utilizzare cucchiaini invece di cucchiai.

3.      SOMMINISTRAZIONE: preferibilmente versare (tramite contagocce o cucchiaio in plastica) l’AIC sotto la lingua e mantenere fino ad un minuto prima di deglutire. Integrare l’utilizzo con il consumo di yogurt o probiotici. Quando utilizzato come cura, bere almeno 2 litri di acqua per consentire un’agevole eliminazione delle tossine.

4.      EFFETTI COLLATERALI: possono presentarsi effetti collaterali solo per gli individui allergici all’Argento. Non sono noti ulteriori effetti collaterali. In caso di malattia grave o gravissima ed in fase acuta possono manifestarsi episodi di “eccesso di disintossicazione” a   carico di reni e fegato che possono anche (in casi estremi) sfociare in episodi febbrili e/o simil raffreddore. In questo caso aiutare l’espulsione delle tossine incrementando l’assunzione di acqua. Nell’antichità conferiva il sangue blu (e gli donava anche la salute) ai nobili poiché consumavano i pasti in stoviglie d’argento.

5.      CONSERVAZIONE: va conservato al buio e a temperatura ambiente, preservandolo dagli sbalzi di temperatura e da luce eccessiva. Utilizzare soltanto contenitori di vetro (pulitissimi) per la conservazione (si consiglia di avvolgere la bottiglia con carta argentata) non utilizzare mai componenti metalliche (tappi. cucchiai. bottiglie metalliche. contenitori etc..). Non agitare prima dell’uso e non utilizzare il fondo. Tenerlo lontano da campi elettromagnetici ed elettrostatici, non utilizzare contenitori in plastica.

6.      PATOLOGIE sensibili all’ACI: acne, AIDS, affaticamento cronico, alitosi, artrite, appendicite, avvelenamento del sangue, catarro, candida albicans, cancro, colera. congiuntivite, cistite, colite, difterite. dermatite, diabete, dissenteria, diarrea, eczema, emorroidi, fibrosi, gastrite, gengivite, herpes, herpes zoster, impetigine, infiamazione cistifellea, infezioni: - da lieviti, oftalmiche, dell’orecchio, della prostata, da streptococchi e stafilococchi, infezioni localizzate – influenza, lebbra, leucorrea, lupus, malaria, meningite, micosi, marbo di Lyme, morso da zecche, nevrastenia, oftalmia, otite, pertossi. piede d’atleta, placca dentale, polmonite, poliomenite, pleurite, psoriasi, piorrea, problemi intestinali. raffreddore. reumatismi, riniti, salmonellosi, scarlattina, seborrea, setticemia, sifilide, sinusite, tetano, tumori della pelle, tubercolosi, tossimia, tosse convulsa, tonsillite, tracoma, ulcere, verruche, ustioni...............

7.      VARIE: se l’ACI dovesse assumere colorazioni giallognole intense e se presentasse sospensioni in acqua non va ingerito ma può essere utilizzato per USO ESTERNO (disinfezione di ferite, ustioni, acne, herpes, come collirio, uso vaginale, disinfettante per piante ed interni etc...). L’ACI mantiene la sua carica per circa un anno, quindi si consiglia di consuamro entro 6 mesi dalla produzione e controllare, con densimetro, l’ACI prodotto da più di 6 mesi. La qualità più efficace di ACI dovrebbe essere quella a 5-10 ppm. L’organismo non sviluppa dipendenza o intolleranza. L’ACI non interferisce con altri medicinali di sintesi o naturali.

 

MAGGIORI DETTAGLI SONO FACILMENTE REPERIBILI IN INTERNET

 

CURIOSITA’

 

1.      L’ACI uccide circa 650 organismi patogeni, mentre per un normale antibiotico possono essere contati sulle ditta delle mani. É virtualmente atossico per mammiferi, rettili, piante e tutte le forme di vita che non siano monocellulari.

2.      l’argento (Ag) è l’elemento atomico 47 con un peso atomico di 108 e risulta essere diverso dai relativi cugini “metalli pesanti” in quanto è sorprendentemente non tossico per esseri umani ed animali, vantando 6000 anni d’uso medicale.

3.      se l’ACI è fatto correttamente dovrebbe contenere particelle di circa 0.01 – 0.001 micron di diametro, in questo formato ogni particella è una serie di agglomerati di forse 5-20 atomi d’argento che possono rimanere sospesi nell’acqua per mesi.

4.      i colloidi sono le più piccole particelle nelle quali può essere scissa la materia senza che perda le sue proprietà iniziali, poiché con un’ulteriore scissione si arriverebbe all’atomo. La scissione in particelle microscopiche comporta un’enorme aumento della superficie totale e quindi dell’effetto terapeutico.

5.      non conta molto la concentrazione del metallo nella sospensione acquosa ma conta soprattutto la sua diffusione all’interno della stessa, ovvero potrebbe inibire più microrganismi l’ACI a 1 ppm di quello a 10 ppm, se il numero delle particelle è maggiore nella prima sospensione con relative  minori dimensioni: con troppi ppm l’argento tende a riunirsi in gruppi di atomi invece che rimanere il più diffuso possibile (questo concetto è valido per le produzioni elettrolitiche, più diffusione = più efficacia.

6.      la sfumatura di colore del liquido è determinata dalla grandezza delle particelle di Argento: particelle ultrafini danno il colore trasparente o leggermente ambrato, particelle più grandi danno un colore appena lattiginoso, fino al grigio-nero: l’efficacia è molto minore o addirittura nulla, è c’è una più o meno marcata tossicità. La qualità trasparente o ambrata (leggera tendenza al giallo) è la più efficace perché è la più biologicamente attiva, non si deposita nei tessuti e viene totalmente eliminata. Una particella Ag è 2.000 volte più piccola di un batterio, mentre è 40 volte più piccola di un globulo rosso umano.

7.      studi di laboratorio hanno stabilito che il vero argento colloidale ha un effetto trascurabile sulla flora batterica, mentre è fortemente efficace contro le infezioni e per eliminare vari microbi, virus, funghi, etc. l’Argento Colloidale Ionico (ACI) viene considerato il più potente antibiotico prodotto dall’uomo.

8.      Robert O. Becher ha effettuato numerosi studi sulla materia. L’argento agisce sulle cellule del fibroblasto (le cellule che causano normalmente la formazione della cicatrice guarendo dalla ferita) per indurlo a ritornare a livello embrionale. L’ACI velocizza la rigenerazione tissutale stimolando le cellule staminali presenti nei tessuti a differenziarsi diventando cellule adulte del tessuto danneggiato. Mentre le cellule formative sommergono la ferita, sono convertite velocemente in nuovi tessuti normali mature dei tipi presenti prima della ferita. Il risultato finale di questa conversione è il ripristino completo di tutte le strutture anatomiche compresi i nervi, e la rigenerazione dell’anima senza formazione della cicatrice.

9.      le infezioni localizzate sono normalmente più facili da trattare rispetto a quelle sistemiche, in quanto il contatto diretto ed immediato dell’ACI col tessuto interessato dà risultati eccezionali sia in efficacia che in tempo d’azione: in caso di raffreddore si può applicare l’ACI con un nebilizzatore. Può utilizzarsi per gargarismi o gocce in congiuntiviti ed otiti. A livello dell’intestino crasso bisogna berlo con molti liquidi per evitare un assorbimento precoce, quando possibile consumare yogurt e fermenti lattici. Per i pignoli, quando assunto dalle donne si potrebbero effettuare risciacqui vaginali con probiotici. Non può essere utilizzato sui parassiti (vermi o pidocchi) perchè non li uccide però non fa nascere le uova.

10.  l’ACI per endovena è stato usato con successo anche per la sclerosi multipla. É anche un FANS (Farmaco Antinfiammatorio Non Steroideo) perciò POTREBBE (il condizionale è d’obbligo) mitigare un po’ il dolore. Lo usa con successo chi soffre di reumatismi articolari, si consiglia altresì di bere molta acqua per aiutare l’organismo a smaltire eventuali scorie, ancora presenti nel corpo, attraverso l’intestino o i reni; un leggero malessere nei giorni scuccessivi alle prime somministrazioni può essere intravisto come la classica “crisi di guarigione” data dall’eccesso di lavoro svolto dagli organi emuntori per eliminare i patogeni annientati.

11.  è efficace ai pasti come aiuto alla digestione in quanto impedisce la fermentazione dei cibi nell’intestino. È eccellente anche come deodorante, poiché la maggior parte dell’odore personale è causato dai batteri che metabolizzano le sostanze liberate dalle ghiandole sudoripare.

12.  oltre allo yogurt si può integrare con: Florix Spore della Natural Point (2 capsule prima di pranzo e cena), o il succo di pane sempre della Natural Point, o il succo di verdure della Voekel (un bicchiere prima dei pasti) o il Chi.

13.  solitamente dopo 45 giorni di assunzione si interrompe per almeno qualche settimana.

14.  assumere vitamina “e” e Selenio durante l’assunzione di ACI (noci del Brasile contengono Selenio organico).

15.  l’acqua di rubinetto può essere purificata aggiungendo mezzo cucchiaio da cucina (7-10 ml) ogni 3,5 litri, agitando bene ed attendendo 6 minuti prima di bere.

16.  si deve movimentare il fluido dolcemente ed a fine produzione estrarre gli elettrodi senza scossoni, solo così si riduce al minimo la perdita di scorie dagli stessi.

17.  una goccia di Acqua Ossigenata (H202, anche quella a 12 volumi 3,6%) ogni 250 ml 15 minuti prima dell’utilizzo aumenta l’efficacia antimicrobica nell’ordine di decine di volte (il liquido deve rimanere limpido e assolutamente privo di depositi). Se utilizzato per aerosol non mettere la goccia di acqua ossigenata, mentre per endovena può essere utilizzata (non utilizzare più delle dosi consigliate). Qualsiasi sostanza aggiunta all’ACI peggiora la sua stabilità a lungo termine e NON ci sono eccezioni neanche per l’acqua ossigenata.

18.  CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: se molto amaro non utilizzare per via orale, se non lo è affatto ..... è solo acqua, se lo è pochissimo, appena avvertibile è ottimo, purché il densimetro misuri qualche ppm.

19.  la cosiddetta “crisi di guarigione” comporta astenia, spossatezza e indolenzimento ai reni, ciò indica che l’ACI sta avendo effetto e che gli organi emuntori sono in elevata attività per smaltire le tossine. In taluni casi possono presentarsi episodi febbrili. Ricordarsi di assumere fermenti lattici o probiotici.

 

 

ARGENTO COLLOIDALE

( http://nirvaira.org/2011/09/metalli-colloidali-schede/)

Stimola la digestione e l’assorbimento delle sostanze nutritive. Stimola la secrezione del muco e la troficità delle mucose del tubo digerente. Stimola lo smaltimento dei residui dall’intestino e delle urine dalla vescica. Stimola l’eliminazione dei sali minerali attraverso il sudore. Stimola la memoria e l’immaginazione creativa. Stimola la funzione riproduttiva. Stimola la secrezione del latte materno. Favorisce il sonno. Antivirale e antibatterico (insieme a oro e rame). Antinfiammatorio. Analgesico. Antisettico (è uno dei più antichi metalli utilizzati in medicina come antisettico). Rigenerante della pelle e cicatrizzante. Revitalizzante.

La carenza di argento può determinare: disturbi della digestione e dell’assimilazione, inappetenza, disturbi del sonno, diarrea nervosa, costipazione, irritazione cronica della vescica, metrorragie e dismenorree, menopausa precoce, sterilità, diminuzione della lattazione, mastite cronica, pelle secca, rughe precoci, fanere delle unghie e capelli fragili, ptosi genitale, distonie neurovegetative, pressione alta, labilità psico-emotiva, collassi, ipotermia, emicrania, processi degenerativi, nevrosi, perdita di memoria, apatia.

L’eccedenza di argento, che non si produce mai mediante l’assimilazione del cibo bensì tramite l’ingestione continuata di farmaci contenenti composti di argento (a causa della differenza di dimensioni delle particelle del metallo), può determinare:, colorazione grigia della pelle (argiria), aumento dell’appetito, aumento dell’adiposi, ferite con formazioni cheloidee, disturbi del sonno, infiammazioni ed emorragia mucosa, dolori addominali, pelle infiammata, frequenti infezioni, epistassi, pletora, nevralgie, nevrite, anabolismo biologico. Nella sfera mentale: sonnambulismo, isteria, eccessi di immaginazione.

ORO COLLOIDALE

Regolarizza il ritmo cardiaco, stimola, migliora e rigenera l’attività neuronale, stabilizza la struttura del collagene, stimola la funzione sessuale (insieme con zinco e rame), stimola l’attività cellulare, aumenta l’immunità e stimola la fagocitosi, antibiotico, antiinfiammatorio, termoregolatore, anticancerogeno (insieme con zinco e rame), antitossico (disintossicante), cicatrizzante, chelante, vitalizzante.

La carenza di oro può determinare:, vampate di calore, disturbi del ritmo cardiaco, iperemia, ipertermia, trombosi, embolia, ipertensione, tachicardia, aumento del volume di sangue, pletora, pericardite, flebite, arterite, allergia, infiammazioni, reazioni autoimmuni, ipervascolarizzazione, stomatite, colite, emorroidi, emorragie, epatite, ittero, albuminuria, metrite, mialgia, reumatismi articolari, osteomielite, periostite, nevralgie intercostali, nevralgia del trigemino, fotofobia, blefarite, rinite, osteite, mastoidite, acufene, eritema, eczemi, acne rosacea, ascessi.

RAME COLLOIDALE

Interviene nel metabolismo di calcio e fosforo. Partecipa alla costituzione delle ossa. Interviene nel processo della crescita. È coinvolto nell’assorbimento e nel metabolismo del ferro, con un ruolo importante nella sintesi dell’emoglobina per la formazione dei globuli rossi; ha quindi un’azione antianemica. Svolge funzioni di sintesi per proteine e prostaglandine. Interviene nell’assorbimento della vitamina C (permettendo la lotta alle infezioni). In associazione con la vitamina C il rame aiuta il ferro a fissarsi nei globuli rossi e nei muscoli, favorisce la maturazione delle ossa, prevenendone la demineralizzazione tramite l’azione sul collagene. Regolarizza le funzioni di tiroide, ipofisi e gonadi e stimola le ghiandole surrenali. Diminuisce il peptide natriuretico, che è l’ormone ipotensivo prodotto dal cuore. Stimola la secrezione degli enzimi pancreatici, favorendo l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri. Favorisce la sintesi della guaina mielinica dei nervi, partecipando ad alcune conversioni di aminoacidi e alla sintesi dei fosfolipidi. È un tonico nervoso. Rafforza il sistema immunitario. Agisce su linfonodi, timo e milza (la carenza di rame rallenta la risposta dei linfociti contro i germi, soprattutto nella milza). È un agente antivirale e antibatterico. Ha un’azione diretta sui focolai d’infezione. L’azione battericida di contatto è molto più grande rispetto agli altri elementi minerali (1 mg di rame può distruggere 5 mg di bacillo coli o di stafilococco aureo). Abbassa il colesterolo.

Il rame, associato con lo zinco, equilibra le reazioni di ossidoriduzione, favorendo l’azione di selenio e ferro. Interviene nella sintesi di: superossido-dismutasi (che ha un ruolo di prevenzione delle lesioni tissutali causate dai radicali liberi), ceruloplasmina e citocromo-ossidasi (uno degli enzimi più importanti nel nostro corpo: fa in modo che le nostre cellule possano utilizzare l’ossigeno che noi mandiamo loro respirando; un deficit di citocromo-ossidasi può determinare l’alterazione o addirittura la morte della cellula); il citocromo-ossidasi associato al ferro permette di incorporare la forza vitale nelle molecole di adenosina trifosfato (ATP), che sono depositi di energia.

Transaminasi (ha un ruolo nel metabolismo degli aminoacidi), lisil-ossidasi (influenza l’elasticità di pareti arteriose, tendini e legamenti poiché favorisce la reticolazione delle fibre collageniche ed elastiniche). Pigmenta e protegge la pelle e i capelli (favorisce la produzione di melanina). Previene incidenti vascolari e aneurismi. Garantisce il corretto funzionamento delle articolazioni. Amplifica le sensazioni gustative. Impedisce la sterilità. Stimola l’anabolismo. Stimola la formazione dei succhi gastrici. Stimola la secrezione degli ormoni tiroidei (tiroxina, triiodotironina).

L’associazione di rame con ferro e magnesio è utile nelle diete dimagranti, per sostenere il regime alimentare specifico e per evitare affaticamento, irritabilità e sonnolenza. Antiallergico, anticancerogeno, antidoto al cadmio, antinfiammatorio, antisettico, antiulceroso.

La carenza di rame può predisporre a malattie quali il morbo di Alzheimer e la demenza.

In caso di carenza di rame possono apparire: disturbi dermatologici (couperose, dermatite seborroica, ulcerazioni della pelle) anemia, aneurisma, dissezione arteriosa, anoressia, aritmie, artriti, cattiva assimilazione del ferro, astenia ,demineralizzazione delle ossa, depigmentazione dei capelli, difficoltà respiratoria in caso di sforzi, edema, enfisema polmonare, ipercolesterolemia, fratture ossee, frammentazione delle strutture elastiche, immunità ridotta, insufficienza venosa (varici), osteoporosi, disturbi cardiovascolari, pallore, mancanza di elasticità dei tessuti (in particolare delle arterie); si possono rompere le pareti vascolari, disturbi della tiroide, disturbi trofiche, trombosi, vitiligine, ipotensione arteriosa, tetania, spasmofilia, cianosi, ipocloridria, costipazione, coliche intestinali, stasi venose, cirrosi epatica, litiasi biliare, litiasi urica, dolori alla vescica, crampi, alopecia, gotta, artrite, distrofia ossea, apatia, inibizione, torpore, ansia, manifestazioni schizofreniche, dispepsia, distonie, disturbi della crescita, diarrea cronica, rachitismo, osteomalacia, paralisi degli arti, fenomeni di degenerescenza a livello del sistema nervoso.

L’eccesso di rame è raramente incontrato giacché si elimina facilmente dal corpo, ad eccezione delle persone affette da degenerazione epatolenticolare (morbo di Wilson).

PLATINO COLLOIDALE

Questo metallo esiste in quantità infinitesimali nella struttura degli organismi viventi. Anche se al giorno d’oggi non se ne considera necessario un apporto giornaliero nel corpo umano per i processi biologici, la sua presenza anche se in piccole dosi può svolgere un ruolo importante per i suddetti processi. Le ricerche moderne hanno scoperto che il platino esercita una serie di azioni significative in ambito biologico. Così, i composti del platino, per es. il cisplatino, sono usati nei trattamenti di chemioterapia in caso di tumore, sfortunatamente con forti effetti collaterali, così come avviene nel caso di tutti metalli “nobili” quando usati sotto forma ionica, soprattutto con valenza 3. A differenza di questi composti, l’utilizzo diretto di questo metallo nobile, in soluzione colloidale, si dimostra non tossico a parità di quantità.

Tra gli effetti benefici più importanti si evidenziano: antiossidante 20 volte più forte della catalasi (un enzima appartenente alla classe delle ossidoreduttasi, coinvolto nella disintossicazione delle cellule da specie reattive dell’ossigeno, che catalizza nell’interno delle cellule la scissione dell’acqua ossigenata in acqua e ossigeno molecolare), rigenerante del sistema nervoso, antitumorale, anticancerogeno, aiuta nella corretta rigenerazione dei tessuti del cuore, del timo, e dell’intero sistema endocrino, contribuisce alla riparazione del DNA, favorisce l’apparizione dei sogni lucidi.

ZINCO COLLOIDALE

Entra nella composizione di più di 100 enzimi. Aiuta a fissare il calcio. Interviene nell’equilibrio acido-basico del sangue. Sostiene le funzioni del fegato e lo protegge dalle tossine. Inibisce la liberazione di serotonina e istamina. Regolarizza  il metabolismo delle proteine e del fosforo. Facilita l’assimilazione dei glucidi  e delle proteine a livello del tubo digerente. Interviene nella sintesi di aminoacidi e lecitine. Favorisce la crescita e lo sviluppo degli organi riproduttivi, contribuisce alla maturazione delle ghiandole sessuali.  Stimola il sistema nervoso. Antidepressivo. Supporta la rigenerazione dei tessuti e delle cartilagini. Migliora il metabolismo cellulare e contribuisce a mantenere la normale funzione delle cellule. Sostiene il miglioramento delle prestazioni maschili: in particolare la carenza di zinco provoca uno sperma poco mobile, spesso sterile, carenza di androgeni, progesterone, ormoni corticosteroidi, ipertrofia prostatica. Mantiene sano il sistema immunitario. Necessario per produrre insulina e per immagazzinarla, antidiabetico. Facilita la riparazione del DNA e migliora l’attività del sistema immunitario e del sistema ormonale e vascolare. Agisce come: ipocolesterolemizzante, antiossidante, antinfiammatorio, antisettico, astringente, tonico. Promuove la salute della pelle, la sintesi di cheratina e collagene;

Se è carente: macchie bianche, fragilità delle unghie, smagliature da rottura del collagene cutaneo, strie bianche; 

In caso di carenza assoluta: strie rosse; odore eccessivo dei piedi.


 

[1] Colloide: minuscola particella assimilabile ad un aggregato di 8 atomi.

[2]https://sites.google.com/site/argentocolloidale10ppm528hz/12---argento-colloidale-ionico-e-le-infezioni-da-pseudomonas

[3] http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=4679

[5] Gabriele Graziani e Luciano Graziani, L’argento colloidale: un potente rimedio naturale, Macro Edizioni.